Le opere qui riprodotte sono formulate nel transitorio linguaggio visivo del loro tempo, di cui sono evidente ed esemplare testimonianza.Alcune trascendono tale transitorietà e sono,in quanto opere d'arte,un fatto visivo assoluto.E'la storia dell'arte,bellezza.
GIORGIO DE MARCHIS

giovedì 30 luglio 2009

Trasalimenti Art __ IL CIECO DI GERICO - LIUBA NET Performance , 50 Biennale di Venenzia 2003

Il cieco di Gerico

Performance: Venice, 50 Art Biennal,

Opening, 2003






Liuba performance and video at the Venice Biennial opening. Do you really see what you think to see?? The concept of the work is a 'light' critic of hypocrisies that made people act without 'seeing'. Art exhibitions are visited but often they are not 'seen'. Most of the people goes there not for seeing but to be seen. The video is an ironical and paradoxal way of showing invisible concepts and behaviours in a visible way.
The performance is acted in a real-life situation, to create a bridge between reality and fiction, world and art. In this way people and reactions also become an essential part of the project itself and they are part essential of the work.

Cento anni del Futurismo.Padrino dell’evento e presentatore della mostra che si aprirà sabato 1 agosto alle ore 21.30, sarà Vincenzo Centorame.

Piazza Dante - Giulianova (Te)

martedì 28 luglio 2009

CENTOMILA VOLTE TRASALIMENTI --- grazie 100.000


100.000 VOLTE GRAZIE !!!!





Trasalimenti è un progetto per l'arte contemporanea dove idee variegate possono essere espresse,perchè è libero; ed è libero perchè si autofinanzia.Nasce,quindi,dal sacrificio mio e dei miei collaboratori,come un ruscello di alta montagna per un riferimento sano per l'arte e la cultura.
GABRIELE DI PIETRO


Questo è il premio a chi lavora in modo libero, sano, puro , senza scopi lucrosi, o di potere tutto questo nonostante i dinosauri , i mercanti , i falsari e giocatori di prestigio che di certo non ci amano
e tutto questo per dare al mondo una visione dell'arte e della cultura intese da noi come liberazione dell'essere umano ad una vita frenetica dove i valori e le virtù sono sempre più poveri e deboli e ad una società dove il soldo e il potere vengono prima di ogni più puro sentimento , di ogni più originale idea e di ogni più fantasiosa stravaganza...........

IL PAESE SOGNANTE E' PALADINO DELLA CULTURA E DELL'ARTE
(SOLO QUELLA VERA ED ORIGINALE)


TRASALIMENTI , IL PAESE SOGNANTE E TUTTI I COLLABORATORI VI RINGRANZIANO ANCORA PER IL GRANDE RISULTATO

L'INNO D'ITALIA



BARBARA CALZOLARI

BARBARA CALZOLARI



Tracciando una lettera si esprime la propia cultura...la calligrafia non è semplicemente l'arte di ben scrivere, usamdo bei caratteri, ma una pratica che esplora la memoria dei secoli.

Taccuini, muri, tessuti, specchi,da sempre Barbara Calzolari prova un attrazzione fatale per ogni tipo di superficie dove sperimentare gli stili calligrafici studiati in italia e all'estero.
Barbara nata a Bologna nel 1963 si è diplomata in grafica pubblicitaria a Bologna nel 1982. Ha lavorato presso una serigrafia d'arte collegata alla Galleria D'Arte Moderna di Bologna fino al 1987 quando inizia a collaborare con diverse aziende nel campo della moda e degli accessori. Dal 1993 si avvicina all'arte della calligrafia con l'Associazione Calligrafica Italiana studiando con alcuni dei più importanti maestri calligrafi contemporanei tra cui Michael Sull, ex calligrafo della Casa Bianca.



Utilizza la calligrafia per comunicare. In continuo mutamento utilizza foto, immagini e disegni, stratificando e mutandone il loro senso originale dando vita a nuove visioni mai definitive.



rif.ellearte aprile 2009

lunedì 27 luglio 2009

William Seward Burroughs: dal Voyage al Pasto nudo



William Seward Burroughs: dal Voyage al Pasto nudo
di Andrea Lombardi


Recentemente è stata pubblicata un’edizione riveduta del capolavoro di Burroughs, l’ipnotico Pasto nudo, a cura di James Grauerholz e Barry Miles (W.S. Burroughs, Naked Lunch – The restored text, Grove Press, 2003). Oltre che per una appendice comprendente diversi brani non inseriti nel testo definitivo, questa edizione si segnala per numerosi interventi nel testo edito nel 1959 (Olympia) e poi ripreso nelle numerose altre edizioni e ristampe, volti a emendare errori tipografici e di stampa e – circostanza letterariamente più interessante – anche a inserire alcune ultime correzioni effettuate da Burroughs alle bozze di stampa nell’estate 1959, e non inserite nel testo definitivo dall’editore. I curatori, inoltre, segnalano di aver reintegrato nel testo l’uso dei puntini di sospensione “alla Céline”, che Burroughs apprese leggendo Viaggio al termine della notte e Morte a credito:

[…] We restored Burroughs’s use of the ellipsis, a form he borrowed from Louis-Ferdinand Céline’s Journey to the End of the Night and Death on the Installment Plan. These novels were translated into English by John Marks in 1934 and 1938, respectively, during Burroughs’s college years, and he is known to have read them. His typescripts employ a curious device of two periods – rather than one, for a full stop, or three, for an ellipsis – at the end of most sentences; we have treated these as standard ellipses.

Burroughs fa grande uso dello strumento dei puntini di sospensione nel Pasto nudo, sia per trasmettere efficacemente dalla carta l’enfasi e le pause nei dialoghi (o meglio monologhi) dei personaggi del libro, sia per rendere ancora più straniante l’ansia e la paranoia trapelante dalle sue immagini grottesche:

Tentative half impressions that dissolves in light… pockets of rotten ectoplasm swept out by an old junky coughing and spitting in the sick morning…Old violet brown photos that curl and crack like mud in the sun: Panama City… Bill Gains putting down the paregoric con on a Chinese druggist.“I’ve got these racing dogs… pedigree greyhounds… All sick with the dysentery… tropical climate… the shits… you sabe shit? ... My Whippets Are Dying!” he screamed… His eyes lit up with blue fire… The flame went out… smell of burning metal… “Administer with an eye dropper… Wouldn’t you? … Menstral cramps… my wife… Kotex… Aged mother… Piles… raw… bleeding…” He nodded out against the counter… […]

Da:
http://lf-celine.blogspot.com/
Louis-Ferdinand Céline
L'opera di Céline in brevi schede bibliografiche, estratti, notizie e interviste.

Testi a cura di Andrea Lombardi e Gilberto Tura.

giovedì 23 luglio 2009

Trasalimenti Art __ 60 ° Edizione PREMIO MICHETTI - estate 2009 - UN SOGNO IN RIVA ALL'ADRIATICO


"Una festa per le sessanta edizioni del Premio Michetti, in Palazzo San Domenico, sede del Museo Permanente d'arte contemporanea e moderna della Fondazione.

Un compleanno per noi straordinario in una fase molto difficile della storia abruzzese. Il nostro primo pensiero non può non andare a tutti gli amici aquilani e, in particolare, agli artisti, molti dei quali hanno arricchito con la loro partecipazione indimenticate edizioni del Premio.

La Fondazione da anni esporta cultura partendo dall'Abruzzo; dopo le 50 edizioni del 1998, e l'omaggio a Michetti celebrato nel 1999 a Palazzo Venezia a Roma, con una grande mostra dedicata proprio al Maestro ed il grande successo di due anni fa a Milano, con la rassegna sul nuovo realismo italiano realizzato in collaborazione con il Comune di Milano presso il Pac (Padiglione di arte contemporanea) l'Istituzione si appresta a replicare nella capitale una nuova grande iniziativa.

Oggi sembra di essere tornati al clima delle primissime edizioni del Premio Michetti, con una gran parte della Regione, soprattutto nella fascia costiera, da ricostruire dopo le terribili rovine della seconda guerra mondiale. In una situazione drammatica il Premio Michetti, pensato nel 1946, fu immediatamente realizzato l'anno successivo, nel 1947, tendendo una mano agli artisti italiani che si trovavano in una situazione di precarietà e di smarrimento.

Fu subito una grande rassegna, per quantità degli espositori e, soprattutto, per la qualità dei partecipanti. Da quei giorni ad oggi, oltre settemila artisti hanno esposto e lavorato per il Premio Michetti, certi di trovare un riconoscimento e, per i più giovani, una occasione di lancio nel panorama nazionale.

La collezione della Fondazione Michetti, quasi tutte opere di proprietà più alcune opere degli enti soci concesse in comodato, rappresenta uno spaccato, filologicamente esemplare, delle migliori espressioni dell'arte italiana (con molti esempi di carattere internazionale) degli ultimi sessant'anni.

L'elenco dei nomi degli artisti dell'esposizione è di una solare eloquenza sui livelli delle varie edizioni del premio, sulla sua rappresentatività, sul rigore che contraddistingue dal 1947 questa manifestazione che periodicamente cambia il suo vertice ma che ha sempre saputo assicurare una grande continuità nel rigore.

Il 2009 è anche un anno di grandi difficoltà -non solo finanziarie- per il Premio Michetti e soprattutto per il suo Museo. Solo la dedizione dei collaboratori ed il sostegno di pochi ma veri e disinteressati amici ha reso possibile la realizzazione di una delle edizioni più rappresentative. Ci riferiamo, nel campo dell'arte, a Beatrice Buscaroli, la curatrice del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, alla Sovrintendente Anna Imponente e ad altri amici come i critici Carlo Fabrizio Carli e Duccio Trombadori.

Dalla selezione dei documenti esposti, tratti dal grande e ricco archivio della Fondazione, sarà forse facile capire come la più antica rassegna d'arte annuale italiana sia stata importante fin dai suoi primi passi e trarne un motivo d'orgoglio per tutti gli abruzzesi.

In questi ultimi anni il patrimonio della Fondazione si è notevolmente arricchito di opere di grande qualità. Sono state recuperati lavori di artisti premiati in anni lontani ed ampliato il panorama anche grazie ad alcune donazioni. Gli abruzzesi e tutti i cultori dell'arte dispongono di una collezione di gran lunga più preziosa dell'insieme dei contributi pubblici e privati ottenuti ed il suo valore cresce di anno in anno.

Gli abruzzesi possono essere orgogliosi di un primato di rigore, di passione disinteressata, di buona amministrazione che sono la condizione delle iniziative che attraversano il tempo e superano anche le tempeste più gravi."

Il Presidente della Fondazione
Michetti Prof. Vincenzo Centorame.

Elenco degli artisti in mostra

Alastra, Almagno, Amodei, Andrullo,Angeli, Angeli, Angelozzi, Arlini, Armonia, Arri, Aute, Aymone, Bacci, Baldacci, Banovich, Barclay, Baruffaldi, Baumgartner, Bellandi, Bellei, Bendini, Berrettini, Biasi A., Biasi G., Bloom, Bonfanti, Borra, Bottarelli, Bovani, Busanel, Caccioni, Cagnone, Cantafora, Cantatore, Capocchini, Carmassi, Carnemolla, Carrino, Cascella M., Casorati Pavarolo, Celiberti, Ceroli, Cervellati, Cesetti, Chiancone, Chiti, Ciardo,Ciarli, Cingolani, Ciuha, Collalto, Colucci, Conenna, Cuoghi e Corsello, D'Aloisio, D'Alonzo, D'Amato, D'Amico Flugi, D'Angelo, Davico, Davoli, De Bernardi, De Fiore, De Grandis, De La Pisa, De Robertis, De Stefano, Del Greco A., Del Greco L.,Del Vecchio, Della Zorza, Demetz, Devalle, Di Blasio, Di Donato, Di Fabrizio, Di Luciano, Di Ruggero, Di Stasio, Di Terlizzi, Di Tizio, Didou, Dorazio, d'Urach, Dynys, Equipo Realidad, Febo, Ferrari, Ferroni, Fidelibus, Fieschi, Fiorentino, Fonticoli, Francalancia, Freiwald, Funi, Galante, Gallina, Gallizioli, Gandini, Gaspari, Giangiulio, Giovannoni, Guarneri, Guerricchio, Guida, Hai Bo, Iacovetti, Izzi, Jemec, Kane, Kokocinsky A.,Kokocinsky M., La Regina, Lai, Lampo, Leonelli, Licata, Longo, Lorenzetti, Luise, Mancini, Manfredini, Marangoni, Marcantonio C., Marcantonio L., Marcucci, Mari, Marotta, Marra, Marrocco,Maschietto, Matino, Mattii, Memmo, Milesi, Monachesi, Montarsolo, Morandis, Moreni, Mori, Moroni, Notari, Oan Kyu, Olivieri, Padovese, Palladino, Pallozzi, Palmili, Pantieri, Partengo, Paulucci, Pera, Perez, Pericoli, Pessoli, Petrocelli, Picco, Picini, Pigato, Pirandello, Pone, Pozzati, Prampolini, Radicioni, Ramella, Rinaldi, Roma, Romiti, Rossi, Rossini, Ruggiero, Russi, Saetti, Salvadori, Sambenedetto, Samorì, Santoro, Saroni, Schiavinato, Scocco, Seguì, Sgambati, Sguanci, Siciliano, Sotili, Spinosa, Spreafico, Strazza, Sulay, Summa, Sughi, Tassinari, Theimer, Tirelli, Titonel, Tomea,Toto, Trombadori, Uboldi, Vago, Valentini, Ventrone, Verna, Vitali, Viviani, von den Steinen, Yaria, Zaimovich, Zanazzo, Zotti, Zuccarini.

Il catalogo generale completo di tutte le presenze , oltre settemila, degli artisti al premio, è in fase di preparazione e sarà edito da Vallecchi di Firenze.

Ingresso libero: Orario 18.00 - 23.30,

info : 0854912347, e-mail fondazionemichetti@tiscalinet.it

Sede: Museo Michetti, P.zza S. Domenico,1 Francavilla al Mare (CH).

Durata dell'evento: fino al 31 agosto.

Rapporti con la stampa : Paolo De Carolis

D.ssa Sebastiana Gangemi
Vallecchi S.p.A.
Ufficio Stampa

Trasalimenti Art __ 60 ° PREMIO MICHETTI - UN SOGNO IN RIVA ALL'ADRIATICO


Francavilla al mare 25 luglio alle ore 19.0 presso Palazzo San Domenico, Museo Michetti sarà inaugurato il 60° Premio Michetti, rassegna storica dei premiati dal 1947 al 2008 dal titolo “Un sogno in riva all’adriatico”, in occasione dell’anniversario degli 80 anni dalla morte di Francesco Paolo Michetti. La Fondazione da anni esporta cultura partendo dall’Abruzzo; dopo le 50 edizioni del 1998, e l’omaggio a Michetti celebrato nel 1999 a Palazzo Venezia a Roma, con una grande mostra dedicata proprio al Maestro ed il grande successo di due anni fa a Milano, con la rassegna sul nuovo realismo italiano realizzato in collaborazione con il Comune di Milano presso il Pac (Padiglione di arte contemporanea) l’Istituzione si appresta a replicare nella capitale una nuova grande iniziativa. La collezione della Fondazione Michetti, quasi tutte opere di proprietà più alcune opere degli enti soci concesse in comodato, rappresenta uno spaccato, filologicamente esemplare, delle migliori espressioni dell’arte italiana (con molti esempi di carattere internazionale) degli ultimi sessant’anni. L’elenco dei nomi degli artisti dell’esposizione è di una solare eloquenza sui livelli delle varie edizioni del premio, sulla sua rappresentatività, sul rigore che contraddistingue dal 1947 questa manifestazione che periodicamente cambia il suo vertice ma che ha sempre saputo assicurare una grande continuità nel rigore. Il 2009 è anche un anno di grandi difficoltà –non solo finanziarie- per il Premio Michetti e soprattutto per il suo Museo. Solo la dedizione dei collaboratori ed il sostegno di pochi ma veri e disinteressati amici ha reso possibile la realizzazione di una delle edizioni più rappresentative. Ci riferiamo, nel campo dell’arte, a Beatrice Buscaroli, la curatrice del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, alla Sovrintendente Anna Imponente e ad altri amici come i critici Carlo Fabrizio Carli e Duccio Trombadori. Il catalogo generale completo di tutte le presenze , oltre settemila, degli artisti al premio, è in fase di preparazione e sarà edito da Vallecchi di Firenze. Durata dell’evento: fino al 31 agosto.

venerdì 17 luglio 2009

60° Premio Michetti 2009 '' Un sogno in riva all'adriatico '' '' Terra Madre Abruzzo ''

http://www.fondazionemichetti.it/head.gif

60° Premio Michetti 2009


''Un sogno in riva all'Adriatico''

A CURA DI BEATRICE BUSCAROLI E VINCENZO CENTORAME
Rassegna antologica delle opere premiate dal 1947 al 2008


.....................................................................

" Terra Madre Abruzzo"

A CURA DI ANNA IMPONENTE
Madonne salvate dal Museo Nazionale dell'Aquila in mostra in Abruzzo


Sabato 25 luglio ore 19,00 presso il Museo di Palazzo San Domenico in Francavilla al Mare verranno inaugurate la 60° Edizione del Premio Michetti:
"Un sogno in riva all'Adriatico" - Rassegna antologica delle opere premiate dal 1947 al 2008
e la Mostra "Terra Madre Abruzzo" - Madonne salvate dal Museo Nazionale dell'Aquila in mostra in Abruzzo.



Trasalimenti Art Il MuseoLaboratorio d'Arte Contemporanea ex manifattura tabacchi LENTES + EL DESEO NO TIENE LIMITES

18 luglio - 22 agosto 2009

Il MuseoLaboratorio d'Arte Contemporanea
ex manifattura tabacchi



presenta le mostre

LENTES
VIDEO D’ARTISTA A CUBA


a cura di Alessandra Dini Hidalgo

artisti: Analia Amaya, Raul Cordero, Humberto Diaz, Glenda Leon

EL DESEO NO TIENE LIMITES
a cura di Enzo De Leonibus
artista: Yonel Hidalgo Perez

ufficio stampa

rossana zonno

VERNISSAGE

sabato 18 luglio ore 20,00



«Talvolta il video d’artista rifugge deliberatamente da un utilizzo ‘ricco’,
elaborato e complesso dell’immagine elettronica… rivendicando per il
video libertà d’uso e accessibilità anche non professionistica»


(S. Lischi - Il linguaggio del video)



Il MuseoLaboratorio ex manifattura tabacchi presenta la mostra collettiva Lentes -
video d’artista a Cuba a cura di Alessandra Dini Hidalgo e la mostra personale di Yonel
Hidalgo Perez - El deseo no tiene limites.
Lentes mostra a cura di Alessandra Dini Hidalgo, è una selezione di video realizzati da
artisti cubani dal 2000 al 2006.
ll titolo Lentes evoca appunto la relazione stretta tra la attualità del processo filmico e la
sua dimensione poetica. L’obiettivo della videocamera è sempre un filtro della realtà:
attraverso esso, come con una lente d’ingrandimento, il mondo ci appare diverso, a volte
più comprensibile, a volte totalmente alieno. C’è qui un soffermarsi sulle cose quotidiane,
sugli elementi naturali, su semplici giochi di luce che decontestualizzati aprono l’opera a
molteplici interpretazioni di senso, e rivelano un’ambiguità che può essere vista come cifra
dell’arte contemporanea cubana.
Nel descrivere l’evoluzione della videoarte a Cuba, come in altri paesi del sud del mondo,
si tende spesso a rilevare il ritardo nell’accesso alle tecnologie e nel conseguente utilizzo
del mezzo con finalità espressive simili alle prime sperimentazioni in questo campo che già
hanno avuto una vasta attenzione critica.
La mostra cerca di assumere tale a-sincronia come elemento generatore di caratteri
specifici. Anzi proprio lo scarto temporale e geografico diviene uno dei principali elementi di
originalità. Le limitazioni reali sono da interpretare, perciò, come punti di forza per una
produzione che sceglie la bassa definizione, oppure effetti semplici come la sfocatura, lo
zoom esasperato, il ralenti o l’inserimento di una superficie deformante di fronte all’oggetto
di ripresa, per generare visioni allusive.
Nel passare in rassegna queste opere è impossibile non accorgersi di una prevalenza
nettissima dell’immagine analogica su quella di sintesi, ma questa preferenza riscontrabile
tra gli artisti non esclude la presenza a Cuba di video-animazioni o d’opere di computer
grafica: i Salones de Arte Digital, che da dieci anni presentano le ricerche artistiche della
scena digitale cubana, ne mostrano tutta la vitalità (http://www.artedigitalcuba.cult.cu/).
Quindi una scelta, ricollegabile a prima vista alla difficile reperibilità delle tecnologie,
rispecchia invece una posizione estetica non più figlia del bisogno, un’attitudine comune
che lega i creatori presenti in mostra ed estendibile anche ad quelli non presenti in questa
selezione.
Nella mostra El deseo no tiene limites a cura di Enzo De Leonibus si presenta anche
l’opera A mitad camino realizzata dall’artista Yonel Hidalgo Perez, con la partecipazione
dell’associazione Culturale “Crisalys”, con il prezioso contributo dell’Istituto d’Arte di Castelli
e con lo straordinario sostegno del Prof. Maurizio Carbone.
A mitad camino è una nuova opera permanente che va ad aggiungersi alla collezione del
MuseoLaboratorio.
L’opera prende le mosse dalla struttura di un essiccatoio cubano di tabacchi e vuole così
essere un rimando alla precedente funzione del luogo d’esposizione, un’ex-manifattura
tabacchi, appunto. In maniera discreta la pavimentazione ingloba le foglie di tabacco in
terracotta e le assi di legno usate per essiccarle.
La tensione intima che l’opera ci offre è quella tra la memoria del luogo attuale e quella del
luogo lontano ed evocato descritto in alcune formelle laterali.
La sala scelta per ospitarla si trova nella parte centrale dell’abituale percorso museale, in
un angolo di passaggio destinato a mutare in punto di sosta, almeno per il tempo
necessario all’osservazione. Questa stanza transitoria, libera su due lati, è la metafora
perfetta di una condizione ideale dell’esistenza, il momento in cui, fuori dallo scorrere degli
eventi, prendiamo coscienza delle nostre conquiste e delle speranze ancora inespresse.
Due prospettive si aprono: una da cui è possibile vedere allontanarsi le cose passate, l’altra
spalancata sul futuro, sui progetti che disponiamo secondo il desiderio, i bisogni e gli
obblighi.


«Ricordiamo e progettiamo, dimentichiamo e aspettiamo.
Metà strada è la posizione giusta per tirare le somme, per accorgerci di quell’inevitabile
incompletezza che distingue la natura umana.
L’idea per l’opera nasce da un’inaspettata scoperta: sapere che queste pareti hanno
preservato dalla luce foglie di tabacco, odorose e scure, come quelle che ancora oggi sono
messe ad asciugare sui lunghi pali delle casas de tabacos cubane.
Sono emersi così episodi sfocati della mia infanzia; ha preso corpo il ricordo di mio nonno
con il suo sigaro in bocca in un momento di pausa nella calura del primo pomeriggio. Un
momento di pausa, appunto »


Yonel Hidalgo Perez


IL MUSEO LABORATORIO EX MANIFATTURA TABACCHI
Il Museo Laboratorio ex manifattura tabacchi istituito per volontà dell'Amministrazione
Comunale di Città Sant'Angelo nel 1998.
Il Museo Laboratorio, è un luogo di incontro e di lavoro per gli artisti, prima che un luogo
espositivo, e desidera, come scrive il direttore artistico Enzo De Leonibus, “creare un
importante clima di relazione, determinante per la vita e per la progettualità del Museo
Laboratorio che diventa così un luogo di riferimento per l'arte contemporanea, una sorta di
terra di nessuno necessaria per modulare e realizzare progetti ed ossessioni.”
Dal 2002 il Museo ha avviato un'attività continuativa realizzando così ciò che era stato
auspicato sin dalla sua nascita , avvenuta con spirito lungimirante ed un mix di passione
culturale e di scelte politiche che sono riuscite, nel corso degli anni a trasformare questa
avventura nel punto di riferimento e nel luogo consolidato in cui si persegue la finalità di
tracciare nuovi percorsi, di delineare nuovi orizzonti, di indicare nuove mete, di costruire
l'identità del patrimonio culturale ed artistico per il mondo dell'arte contemporanea, specie
per gli artisti, gli operatori culturali ed il pubblico privilegiato.



Orari:
aperto tutti i giorni dalle
ore 19.30 alle 23.00
chiuso domenica e lunedì
MuseoLaboratorio d'Arte Contemporanea ex manifattura tabacchi
Vico Lupinato, 1 Città Sant'Angelo – Italy – Tel./Fax +39 085/960555
www.museolaboratorio.com - info@museolaboratorio.com

giovedì 16 luglio 2009

Trasalimenti Art __ 60° premio Michetti - sabato 25 luglio 2009 Francavilla a Mare.

60° premio Michetti

''Un sogno in riva all'adriatico''

a cura di

Beatrice Buscaroli , Anna Imponente ,Vincenzo Centorame.

Sabato 25 luglio h 19.00 Francavilla al Mare.


Il presidente Vincenzo Centorame.


Verrà esposta anche un'opera

del '300 proveniente dalla città Dell'Aquila.

60° PREMIO MICHETTI
ESTATE 2009

Trasalimenti Art_Calder, il circo leggero



Sculture, disegni e film: la creatività di questo eterno bambino prima dell'approdo ai Mobiles


FRANCESCO POLI

PARIGI
Di Alexander Calder (1898-1976) tutti conoscono i Mobiles, le costruzioni metalliche snodabili con forme astratte colorate che fluttuano nello spazio mosse solo dal movimento dell’aria. Sono sculture cinetiche in continuo equilibrio instabile la cui originale tensione estetica è generata da un sorprendente connubio fra articolazioni meccaniche e riferimenti naturali. L’artista americano, e quasi parigino d’adozione, arriva a questa definitiva messa a fuoco del suo linguaggio verso la metà degli Anni 30, dopo una fase di lavoro che dura un decennio in cui entrano in gioco e vengono sviluppati tutti gli elementi chiave della sua poetica.

Ed è proprio a questo cruciale periodo che è dedicata l’esposizione curata da Brigitte Léal al Centre Pompidou, con oltre trecento opere tra sculture e disegni (e film documentari), una esemplare dimostrazione che la vera qualità artistica può anche essere espressione di una visione del mondo ironicamente e gioiosamente positiva, profonda e autentica proprio per questo. Una mostra particolarmente indicata come terapia per depressi e ipocondriaci, oltre che naturalmente per i bambini. E in effetti per tutta la sua vita Sandy Calder ha cercato di mantenere viva (sempre con chiara consapevolezza critica), l’energia del suo immaginario infantile. Il percorso espositivo si apre con l’ormai leggendario Circo Calder (1926-1931) una ricostruzione in miniatura di un circo con tutti i suoi protagonisti, dal domatore al trapezista, realizzati con geniale tecnica da bricoleur e con materiali poverissimi (fil di ferro, cartone, tappi di sughero , ecc.) ma magicamente funzionante grazie alla perizia dell’autore-burattinaio. L’opera esposta sarebbe solo una preziosa e melanconica reliquia da museo (il Whitney di New York) se accanto non ci fosse il film in cui si vede l’ormai vecchio artista, con il suo faccione da eterno bambino, intento a mettere in scena, forse per l’ultima volta, lo spettacolo. Strettamente connesse alla leggerezza aerea dei protagonisti del circo sono anche tutte le figure e i volti realizzati dall’artista con il fil di ferro: sculture praticamente immateriali fatte di articolazioni lineari che si sviluppano sospese senza peso e massa nell'aria. Sono lavori che fin dall’inizio (1928) sono stati giustamente definiti come «disegni nello spazio». L’idea plastica è analoga a quella elaborata nello stesso periodo da Picasso e da Julio Gonzalez, ma in ogni caso le opere di Calder hanno presupposti espressivi differenti.

Basta guardare alla straordinaria fluidità grafica dei fili di ferro che delineano nel vuoto gruppi di acrobati, animali, atleti di vari sport, oppure ballerine come la mitica Josephine Baker, o ancora ritratti molto somiglianti (anche se al limite della caricatura) di amici come Mirò, Ozenfant, Varèse, e la modella Kiki de Montparnasse. Queste sculture sospese a un filo, sono installate in modo perfetto su fondali bianchi e con luci molto forti che producono delle ombre ondeggianti sulle pareti (enfatizzando così giustamente la dimensione lineare e spaziale dei lavori). Dopo questa fase figurativa, all’inizio degli anni '30 Calder si sposta decisamente verso le forme astratte, fortemente suggestionato dalla visita allo studio di Mondrian, ma influenzato anche dall'organicismo astratteggiante di Mirò e di Arp. Nel 1931 aderisce al movimento Abstraction Création e espone sculture geometriche che rimandano a visioni cosmiche, messe in movimento da manovelle o da motorini elettrici. Subito dopo incomincia realizzare i suoi primi lavori con elementi caratterizazati da semplici equilibri fluttuanti che segnano l’avvio della sua spettacolare conquista plastica dello spazio fino ai Mobiles monumentali.
fonti : la stampa.it

martedì 14 luglio 2009

Trasalimenti Art - Trasalimenti 2002 Montone

Trasalimenti Art __ Michelangelo Pistoletto - Trasalimenti 2000


Ho conosciuto Tullio Catalano a Roma alla fine degli anni '60. Gli anni dello Zoo, dell' Uomo Nero, quando ci si ritrovava a Rosati in Piazza del Popolo. Abitavo con la Maria in via Ripetta, esponevo all' Attico. Ed era tutto straordinariamente intenso a Roma come a Torino. L' energia di Torino, il calore di Roma. C' era la generazione di Angeli, Festa, Schifano che si intrecciava con la vita della corte romana. Twombly e Franchetti. Ci si vedeva ogni giorno e ogni sera, la notte al Doc della Maracoccia. Appena arrivati a Roma vedevi tutti: Sargentini, Pascali, Kounellis e la Efi.

E lui, Tullio Catalano, era lì, lui c' era. Non sapevo bene cosa facesse, allora, ma non importa, era una presenza sensibile garbata, ormai familiare. Ci si incontrava festosamente tutti, in fondo circolava tra tutti rispetto e ammirazione. E Tullio c' era, era parte della grande scena, come lo erano Giancarlo Politi e Plinio De Marchis e tanti altri che allora c' erano. Non tutti ci sono ancora, adesso anche Tullio ci ha lasciati.

Negli anni ho capito cosa lui faceva, prima mi era più difficile, forse perchè appariva così febbrilmente mobile e allo stessso tempo riservato, timido e timoroso. Certamente era più dedito allo studio e alla ricerca che desideroso di apparire e mostrarsi. Vedeva, ascoltava, annotava. Negli anni ho capito che capiva l' arte, che la viveva come nutrimento, la frequentava come sua amante e con lei accudiva i suoi figli che erano gli allievi dell' Accademia in cui ha insegnato per lunghi anni. Abbiamo fatto delle cose insieme. Ormai era di casa all' Aquila. La sua immagine e la mia ammirazione son cresciute nel tempo fino a portarmi ad una stima, ad un affetto vero e ad una simpatia sincera; chiaramente ricambiata.
L' ho visto infine sempre più aggrappato al sogno dell' arte, come se sentisse intimamente che questo lo avrebbe salvato dalla morte, per sempre. Credeva nel miracolo dell' arte. Ecco perchè noi lo ricordiamo con sentimento profondo, perchè abbiamo

La stessa fede.


29 febbraio 2000 Michelangelo Pistoletto

Trasalimenti Art Michelangelo Pistoletto a '' AD USUM FABRICAE '' L'Aquila 1995.

Michelangelo Pistoletto

'' AD USUM FABRICAE '' L'Aquila 1995



A cura di Tullio Catalano e Gianni Fileccia.

sabato 11 luglio 2009

Trasalimenti Art __ Federico Fellini. Tra Cinema e Sogno - CASTELLO BROWN _ PORTOFINO

Munus, società concessionaria dei servizi museali presso il Castello di Portofino, assegnati in gara per sei anni dal Comune di Portofino, presenta il progetto della mostra “Federico Fellini – Tra Cinema e Sogno”.


La mostra, che costituirà un significativo appuntamento culturale per la stagione estiva in Liguria, offrirà la possibilità di conoscere elementi inediti dell’universo onirico di Federico Fellini, “racconti” notturni già presentati nel celebre Libro dei Sogni unitamente a disegni “cinematografici”, da cui il regista si è ispirato per numerosi dei suoi storici lungometraggi.

I sogni presentati in questa esposizione appartengono in gran parte agli anni sessanta, che sono poi gli anni in cui Fellini iniziò il suo rapporto con Bernhard, lo psicoanalista junghiano che lo sollecitò a fissare su carta le sue fantasie oniriche e che diede di fatto il via alla stesura del Libro dei sogni. Una dimensione, quella onirica appunto, che diventa da allora centrale nella sua attività creativa: basti pensare a diverse sequenze dei film di quel periodo e in particolare ad 8½, capolavoro del 1963, dove sogno e realtà si sovrappongono fino a confondersi. Fellini non abbandonerà più questa chiave interpretativa e per questo i suoi sogni, realizzati con il talento di un vero e proprio artista figurativo, non hanno solo un indiscusso valore estetico, ma ci aiutano ad avvicinarci ai significati più profondi della sua poetica


.

In mostra una serie di disegni infilati in ordine sparso fra le pagine dei due volumi originali del Libro dei sogni, lo storyboard del sogno del cinese realizzato nel 1971, ma che si riferisce ad un sogno del 1960 raccontato in almeno tre versioni differenti, le fantasie oniriche di un’amica - in anteprima assoluta - rielaborate dalla creatività del regista e trasformate in immagini e poi dalla donna stessa incollate in una specie di diario. È risaputo che Fellini aveva un interesse nei confronti dei sogni di amici e collaboratori ai quali chiedeva insistentemente di raccontarglieli. Se, come dice Kezich, il Libro dei sogni rappresenta “la parte più autentica e personale” della sua filmografia, questo singolare confronto con le rielaborazioni grafiche che lo stesso Fellini produceva appropriandosi in qualche modo dei sogni degli altri può permettere un ulteriore passo avanti verso la comprensione dell’arte felliniana.

Inoltre, i disegni ispiratori dei film Roma (1972), Amarcord (1973), Il Casanova (1976), La Città delle Donne (1980), E La Nave Va (1983), La Voce della Luna (1990), e legati alla consegna al grande regista del Premio Oscar alla carriera (1993).

La mostra è corredata da due video: una sequenza di 8½ e l’episodio Le tentazioni del dottor Antonio da Boccaccio ’70, strettamente attinenti con il materiale esposto e con il mondo dei sogni di Fellini.

PERIODO
11 luglio - 11 ottobre 2009

SEDE
Castello Brown
Via alla Penisola 13
16034 Portofino

ORARI
Dal martedì al giovedì dalle 10.00 alle 19.00
Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.00
Domenica dalle 10.00 alle 19.00
Chiuso il lunedì
Attenzione: eventuali modifiche agli orari verranno segnalate alla sezione “Avvisi”.


INGRESSO
- Intero € 6,00
- Ridotto € 4,00
- Gratuito per bambini fino a 6 anni e residenti del Comune di Portofino.

ORGANIZZAZIONE
Munus S.p.A.
in collaborazione con
Fondazione Federico Fellini

CONSULENTE SCIENTIFICO
Costantino D'Orazio

COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO
Lorenzo Soave

ENTI PROMOTORI
Patrocino Comune di Portofino
Patrocinio Ente Area Marina Protetta di Portofino

INFORMAZIONI E GALLERIA FOTOGRAFICA
Mostra: 06.33220922
Museo: 334.5875878
Prenotazioni: 334.5875878

mercoledì 8 luglio 2009

TRASALIMENTI ART __ IL GUERRIERO DI CAPESTRANO DA TRASALIMENTI 2007 AL G8 DELL'AQUILA SIMBOLO DI PACE E UGUAGLIANZA AGLI OCCHI DEL MONDO INTERO

IL GUERRIERO DI CAPESTRANO
DA TRASALIMENTI 2007 AL G8 DELL'AQUILA
SIMBOLO DI PACE E UGUAGLIANZA
SOTTO GLI OCCHI DEL MONDO INTERO





Il Guerriero di Capestrano è il classico esempio tra arte, mistero e perplessità per un piano d’ascolto. Forse, tra umori e malumori. Un’occasione per il contemporaneo di proporre non un’indagine ma usare molti strumenti per riprendere il cammino dei segni e della parola. “...oppure le mani di genti lontane scolpirono l’imponente guerriero, ricavandolo da un unico blocco di pietra locale...”. Illusivo o immaginario lo scritto del comune di Capestrano eterno mistero? Lo si trova in Abruzzo ma, artisticamente è anima di Anghor wat o degli Inca o italico. Attualmente è un opera d’arte con tanti dubbi o provocazioni storiche.

GABRIELE DI PIETRO







DAL CATALOGO DI TRASALIMENTI 2007:
GUERRIERO D’ORIENTE
IL MISTERO DEL GUERRIERO DI CAPESTRANO







IL GUERRIERO DI CAPESTRANO A L'AQUILA

GUARDA
LE FOTO DEL TRASFERIMENTO DEL GUERRIERO
FONTE PRIMADANOI.IT


In occasione del G8 de L'Aquila mostra in anteprima del Codice di Leonardo.


Il Codice di Leonardo al G8

MILANO - In occasione del G8 de L'Aquila Expo 2015 Spa e il Comune di Milano hanno ideato un progetto dedicato a Leonardo da Vinci che vedrà in mostra in anteprima mondiale otto fogli del Codice Atlantico.


. "E' una prima tappa del percorso che portera' fino all'Expo e che ha Leonardo al centro" ha spiegato il sindaco Letizia Moratti che ha aggiunto " Grazie alla collaborazione con la Veneranda biblioteca ambrosiana e con la Fondazione cardinale Federico Borromeo, offriamo questi disegni al mondo". Il sindaco ha poi detto che "non e' un caso se il simbolo dell'Expo e' l'Uomo di Vitruvio di Leonardo perche' pone al centro la persona e nell'Uomo vitruviano Leonardo ha saputo coniugare arte e scienza e anche la sua capacita' di guardare e costruire il futuro, che e' caratteristica di Milano e che vogliamo trasferire in Expo". Finito il vertice del G8 i foglio del Codice torneranno a Milano e due di questi saranno esposti a Palazzo Marino dal 16 luglio al 31 agosto, quando ci sara' anche la possibilita', per i visitatori della mostra, di partecipare a una raccolta fondi per il restauro delle opere d'arte abruzzesi danneggiate dal terremoto e per la valorizzazione del patrimonio della Veneranda biblioteca ambrosiana tramite l'acquisto di dvd e di riproduzioni dei singoli fogli.


di Gigliola Edmondo

O fortuna - Carmina Burana - C. Orff

lunedì 6 luglio 2009

NAGASAWA IN KAWAJIMA - Toyama Memorial Museum of Art




sabato 4 luglio 2009

..FACE BOOK nun me rompi er CA'....!! la 3^ volta che Trasalimenti Art che viene oscurato!!

venerdì 3 luglio 2009

Trasalimenti Art __ ZOOart, ZOOincittà e manifestaZOOne 2009, rassegne internazionali di arte contemporanea - Cuneo


ZOOart, ZOOincittà e manifestaZOOne 2009,
rassegne internazionali di arte contemporanea - Cuneo


http://www.hondartzafraga.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/zooart09.jpg



Col sopraggiungere dell’estate arriva anche la nota rassegna internazionale di arte contemporanea ZOOart,che si svolgerà a Cuneo dal 2 al 19 luglio. Quest’anno alla sua ottava edizione.
La manifestazione si propone, in una nuova edizione rinnovata negli stimoli e nelle strategie, adeguandosi alla necessità di mutamento e ripensamento globali in corso. Il primo aspetto è la sua apertura internazionale, già avviata nelle scorse edizioni, che quest’anno si amplia e vede una conferma alla sua vocazione europea, con una folta partecipazione di nuove promesse dell’arte internazionale, con artisti da numerose nazioni europee e degli Stati Uniti. Sul fronte nazionale è stata realizzata un’accurata selezione, dallo staff curatoriale di ZOOart, dei nuovi giovani talenti italiani che maggiormente stanno emergendo dal panorama delle proposte contemporanee. In tal modo ZOOart diventa un’autentica vetrina ricca di stimoli per il territorio posta in dialogo con la realtà internazionale. Altra grande novità, la collaborazione con l’Accademia Albertina di Torino, che consolida la possibilità per i giovani artisti di avere sostegno e visibilità sin dal loro percorso iniziale, in un’occasione di qualità quale la rassegna ha seguito in questi ultimi anni. Per
questa edizione cinque artisti sono stati selezionati fra quelli proposti dall’Accademia, creando una sinergia didattica e propositrice della cultura artistica.
Visto il grande successo è stato confermata l’area lounge e ritorna il laboratorio artistico per i bambini ZOO bimbi durante i giovedì ed i venerdì delle prime 3 settimane di luglio. Confermata anche la visita guidata gratuita tutti i venerdì alle ore 21,00 col fine di conoscere e approfondire i lavori esposti.
La rassegna sarà inaugurata il prossimo Giovedì 2 Luglio, alle ore 21, e come nelle edizioni precedenti si svilupperà per le tre settimane successive con una parte della proposta di opere d’arte che cambierà ogni settimana.

Gli artisti selezionati per quest’anno sono:
-1 settimana, da Giovedì 2 a Domenica 5 Luglio, dalle ore 21 alle 24:

Paolo Turco, Veronica Bellei, Giulio Zanet, Alessandro Beluardo, Eliana Frontini, Carla Crosio, EPVS, Lee Ahram, Elodie Paladino, Francesco Ozzola, Lucia Amalia Maggio, Massimo Spada, Jonas Zagorskas, Hondatrza Fraga, Gabriel Shalom, Francesca Ferreri e Max Zarri.

-2 settimana, da Giovedì 9 a Domenica 12 Luglio, dalle ore 21 alle 24:

Semira Forte, Francesca Sibona, Eilis Murphy, Roberto De Pol, Michela Del Degan, Valentina Maggi, Julia Mastrogiacomo, Daniela Spagna Musso, Cèline Trouillet, Annamaria Di Giacomo, Jonas Seaman.

-3 settimana, da Giovedì 16 a Domenica 19 Luglio, dalle ore 21 alle 24:

Riccardo Muroni, Cinzia Ceccarelli, Cosimo Veneziano, Allison Maletz, Lia Cecchin, Debora Fede, Damiano Fenoglio, Donald Abad, Jeremy Neuman, Emilio Romano.

Durante le sere di inaugurazione Sonorizzazione di Betulla records.
La recente novità, per la manifestazione artistica è anche la sua diffusione sulla città ampliando la sua proposta nel centro storico. Nasce infatti ZOOincittà una proposta che i Commercianti di via Roma a Cuneo hanno deciso di supportare, in collaborazione con l’associazione Art.ur.
In via Roma ed in Biblioteca Civica verranno realizzate 4 opere creando così un itinerario artistico, che congiunge la rassegna artistica al centro storico.

Gli artisti che creeranno i loro progetti, appositamente per via Roma, sono il giovane artista toscano, Giacomo Casprini, che realizzerà un luminoso intervento sulla facciata di un palazzo storico. L’artista monregalese Nefertari Di Cianni, che sotto i portici creerà un’incontro sentimentale. L’artista tedesco romana
EPVS con un’istallazione giocosamente colorata tra via Roma e via Barbaroux e la coreana, ma nizzarda di adozione, Lee Ahram, i cui lavori visto la loro particolare delicatezza, saranno proposti all’interno degli spazi della Biblioteca Civica in via Cacciatori delle Alpi.

Le opere di ZOOincittà saranno visibili dal 2 al 30 luglio.
Durante la seconda settimana saranno presentati i progetti selezionati per la terza edizione della rassegna internazionale ManifestaZOOne, manifesti pubblici di 6x3 metri che saranno posizionati negli spazi urbani di Cuneo a cui hanno partecipato artisti e creativi da tutta Europa. Il tema di quest’anno per ManifestaZOOne è “r-evoluzione”. Oltre a sviluppare visivamente una declinazione del tema di Scrittorincittà, la cuneese rassegna internazionale di letteratura, con cui si è creata da quest’anno una collaborazione, vuole far ragionare sugli epocali cambiamenti socio-economici che sono in atto in questo delicato periodo storico. In un fase di crisi, infatti, ci si auspica una prospettiva futura di evoluzione del sistema politico, economico e
sociale che possa migliorare la situazione rispetto all’attuale. Il tema “r-evoluzione”, porta inoltre a ricordare il bicentenario della nascita di Charles Darwin che è caduta proprio lo scorso febbraio.
I manifesti vincitori di manifestaZOOne verranno affissi in anteprima dal 2 di luglio, data di inaugurazione della prossima edizione di ZOOart, ai Giardini Fresia, mentre saranno visibili in città a partire dal 9 novembre in concomitanza con la rassegna Scrittorincittà.

Da quest’anno inoltre ha supportato l’iniziativa lo IED, Istituto Europeo di Design di Torino. La prestigiosa scuola internazionale di design, moda, arti visive e comunicazione ha manifestato infatti un deciso interesse nei confronti di questa campagna tutta cuneese di comunicazione, unica in Italia, che promuove non un prodotto commerciale, ma un messaggio artistico di riflessione. Alla scorsa edizione hanno partecipato artisti, creativi e grafici da tutta Europa che hanno scoperto Cuneo come città stimolante per le giovani energie creative.

Per l’edizione 2009 i vincitori sono:
1^ classificato: Edoardo Valle, Como
2^ classificato: Claudio Buglioni, Fucecchio
3^ classificato: Diego Viada, Cuneo

selezionati:
Giovanni Balletta, Gaeta
Pamela Campagna e Thomas Scheiderbauer L-able, Siviglia
Frédéric Garnier, Troyes
Daniela Lotti, Firenze
Leila Mariani, Milano
Nathaniel Rackowe, Londra
Danilo Ruggeri, Bologna
Stefano Tedioli, Ravenna

Concludiamo segnalando che quest’anno saremo presenti oltre che col sito ufficiale www.zooart.it anche su Facebook, Twitter e Youtube, in modo tale che tutte le persone che non potranno venirci a trovare, ma che spesso chiedono informazioni, avranno tutto il materiale a loro disposizione per consultazione o per contattarci direttamente e frequentarci mediaticamente.

Dati Tecnici:
Titolo: ZOOart e ManifestaZOOne 2009
Organizzazione: Associazione Art.ur in collaborazione con il Comune di Cuneo
Partner: Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Fondazione CRC, Fondazione CRT, Accademia Albertina di Torino, GAI, IED di Torino,
Collezione La Gaia di Busca.
Sponsor tecnici: Publiproget Alba, Milano Assicurazioni di Sciaretta & C. Cuneo, Mollo srl Alba, Fuoritempo Cuneo, Castelmar Cuneo, SOL
Group, Commercianti via Roma.
Media partner: CUNEO7 e cuneocronaca.it
Luogo: Corso Giovanni XXIII, Cuneo.
Inaugurazioni: Giovedì 2, 9,16 Luglio 2009 ore 21.00
Date: dal 2 al 5, dal 9 al 12, dal 16 al 19 Luglio 2009 orario 21.00/24.00.
Web: www.zooart.it
e-mail: pqemi@tiscali.it, zooarte@gmail.com
info: +39 339 6908997
Ingresso Libero


ALL'AMICO DOMENICO OLIVERO E
ALL'INTERA MANIFESTAZIONE I NOSTRI PIU' VIVI COMPLIMENTI







Una nuova forte scossa di terremoto a L'AQUILA,magnitudo di 4.1


l'ambasciata usa agli americani italia: «state lontani dalle proteste»
L'Aquila, forte scossa a 5 giorni dal G8

Magnitudo di 4.1, la gente in strada. Trema la sede del summit. Il premier: «Preoccupato, ma nessun allarme»

L'Aquila (Graffiti Press)
L'AQUILA - Una nuova forte scossa a L'Aquila e un allarme dell'ambasciata Usa che invita gli americani presenti in Italia a «fare attenzione». Sale la tensione a cinque giorni dall'inizio del vertice del G8 in programma nel capoluogo abruzzese.

LA SCOSSA - La nuova scossa di terremoto è stata avvertita molto distintamente a L'Aquila poco dopo le 13. La gente è uscita subito dagli uffici e dalle abitazioni riversandosi per le strade. Per ora non sono segnalati danni a persone o cose. La scossa è stata registrata alle 13:03 dall'Istituto nazionale di geofisica che ha rilevato una magnitudo di 4.1. Le località prossime all'epicentro della nuova scossa sono il comune capoluogo, Pizzoli e Barete. Secondo i rilievi cartografici del centro sismologico Euro-mediterraneo, l'epicentro della nuova scossa è a un chilometro dalla Caserma della Guardia di Finanza di Coppito che ospiterà gli Otto Grandi. All'interno della scuola, il sisma ha fatto vibrare tutta la struttura in cemento armato. Sono scattati gli allarmi delle auto parcheggiate nella zona. Poco prima di mezzogiorno un'altra scossa di magnitudo 3.6 aveva colpito la zona di Collimento, Villagrande e L'Aquila. A quasi tre mesi dal devastante terremoto che ha colpito l'Abruzzo, la terra continua dunque a tremare.

BERLUSCONI: «SCIAME PREOCCUPA» - Il premier Silvio Berlusconi, che durante il Cdm a Palazzo Chigi ha informato i ministri della nuova scossa (definita «di poco inferiore» rispetto a quella che ha provocato il disastro lo scorso 6 aprile, anche se in realtà il sisma distruttivo fu molto più potente), ha detto che le continue scosse impediscono i rientri nelle case ma al momento non c'è nessun allarme per il G8. «Stiamo facendo tutto il possibile per riportarli a casa, il problema è questo sciame sismico» ha ripetuto il premier.

NUBIFRAGIO - Come se non bastasse, sull'Aquila si è abbattuto un violento nubifragio. La pioggia battente ha allagato le strade e ancora una volta le tendopoli dove migliaia di sfollati saranno ancora una volta alle prese con gravissimi disagi. Nelle vie centrali della città si sono formate lunghe file.

ALLARME AMBASCIATA USA - In vista del G8, alla paura per la nuova scossa si aggiunge il "warden message" diramato dall'ambasciata Usa a Roma, che invita i cittadini statunitensi ad essere «particolarmente attenti da questo momento, fino al vertice del G8 a L'Aquila». Gli americani residenti ed in viaggio a Roma e in tutta Italia vengono messi in guardia da diverse manifestazioni già in programma «nei prossimi dieci giorni» che «potrebbero interessare siti americani o di altri paesi del G8». Nello specifico, i cittadini americani vengono sollecitati ad evitare l'area intorno a Vicenza dal 3 al 5 luglio. Il 4 luglio, proprio a Vicenza - informa l'avviso - ci sarà una grande manifestazione alla base militare Usa Dal Molin. Inoltre, il 5 ed il 6 luglio è stata indetta, dalle 24.00 alle 03.32 (l'ora del terremoto del 6 aprile) una fiaccolata nel centro de L'Aquila. «Un evento - spiega il messaggio - che si prefigura pacifico». Il 7 luglio - si informano ancora i cittadini americani in Italia - ci sarà una grande manifestazione a Piazza Barberini (la stazione Metro - viene evidenziato - più vicina alla sede diplomatica Usa della Capitale). Diverse centinaia di partecipanti intendono «dare il benvenuto» ai leader del G8 con musica ad alto volume. Un evento, questo, organizzato dai Comitati di base (Cobas) e altre sigle sindacali autonome. «Le autorità italiane avvisano che, anche se esistono potenziali problemi durante la dimostrazione, non si aspettano atti di violenza». Infine, il messaggio segnala «azioni comunicative in programma nel centro di Roma l'8 e il 9 luglio e una dimostrazione a L'Aquila il 10 luglio, alla fine dei lavori del vertice». Da ultimo i cittadini Usa vengono invitati a monitorare con regolarità il sito dell'ambasciata e sollecitati a registrarsi presso ambasciata e sedi consolari per essere in grado di ricevere aggiornamenti in tempo reale.

giovedì 2 luglio 2009

Ferruccio Nobile e Céline (C'est Line)



L'artista Ferruccio Nobile, che ringraziamo tantissimo, ha disegnato "in esclusiva" per il nostro Blog questo splendido Louis-Ferdinand Céline!


Ferruccio Nobile, nato a Ragusa nel 1967 ha studiato Costume e scenografia all'Istituto Europeo di design diplomandosi nel 1990 con il massimo dei voti. Ha studiato pittura con il Maestro Pasquale Verrusio e ha lavorato come costumista per Opere liriche e Balletti in Svizzera e Germania al Grand Théatre de Genève, Theater Basel, Stadttheater Remscheid e altri. Ha lavorato con registi come Rui Horta, Christophe Feutrier, Andre' De La Roche, e altri. Nel 1997, dopo un viaggio in Nuova Zelanda, comincia a dipingere sui corpi elaborando i temi della cultura Maori utilizzando colori e tecniche miste e a fotografarli in studio.


mercoledì 1 luglio 2009

Trasalimenti Art __ GLASSTRESS - Venezia - PALAZZO CAVALLI FRANCHETTI e ALLA SCUOLA GRANDE CONFRATERNITA DI SAN TEODORO


Evento collaterale della 53. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia



VENEZIA

DAL 6 GIUGNO AL 22 NOVEMBRE 2009

ALL’ISTITUTO VENETO DI SCIENZE LETTERE ED ARTI - PALAZZO CAVALLI FRANCHETTI e ALLA SCUOLA GRANDE CONFRATERNITA DI SAN TEODORO

LA MOSTRA

GLASSTRESS



L’esposizione presenta le opere di 45 tra i più conosciuti artisti contemporanei che si sono confrontati con l’arte vetraria, da César a Tony Cragg, da Lucio Fontana a Dan Graham, da ORLAN a Joseph Kosuth, da Man Ray a Jean Arp, a Louise Bourgeois, ad altri ancora.

La Scuola Grande Confraternita di San Teodoro ospita la suggestiva installazione “Unicorno” di Koen Vanmechelen.


Dal 6 giugno al 22 novembre 2009, due luoghi particolarmente significativi di Venezia quali l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti - Palazzo Cavalli Franchetti e la Scuola Grande Confraternita di San Teodoro, ospitano la mostra GLASSTRESS.


L’esposizione si presenta come uno dei più originali eventi collaterali della 53. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia.

Glasstress è un progetto ideato e organizzato da Adriano Berengo, con la consulenza di Laura Mattioli Rossi e Rosa Barovier Mentasti.

Adriano Berengo ha visto come il tema della Biennale di quest’anno, ovvero “la costruzione di nuovi mondi”, potesse dare lo spunto per proporre un’iniziativa che fosse un tentativo di immaginazione di un mondo altro, un contesto dove il vetro, grazie all’idea di grandi artisti internazionali, avesse la possibilità di mostrare le sue potenzialità.


Dan Graham, Sagitarian Girls, 2008

Organizzata dal Mjellby Konstmuseum di Halmstad (Svezia) in collaborazione con Berengo Studio 1989 di Murano-Venezia, la mostra presenta le opere di 45 tra i più conosciuti artisti contemporanei - da César a Tony Cragg, da Lucio Fontana a Dan Graham, da ORLAN a Joseph Kosuth, da Man Ray a Jean Arp, a Louise Bourgeois ad altri ancora - che si sono confrontati nell’arco della loro carriera con la tecnica vetraria.

Jean Arp

La Scuola Grande Confraternita di San Teodoro accoglie la grande installazione “Unicorno” dell’artista belga Koen Vanmechelen, parte del progetto The Cosmopolitan Chicken, che tocca molte tematiche sociali contemporanee come la manipolazione genetica, la clonazione, la globalizzazione, la multirazzialità, la società multiculturale, oltre a influenzare il dibattito su queste tematiche da un punto di vista artistico e umanitario.

Il vetro è un materiale da sempre apprezzato per la sua duttilità, per le caratteristiche fisiche inalterabili e la ricchezza espressiva delle forme ma, nel corso dei secoli, ha dovuto esercitare grandi pressioni e compiere enormi sforzi - quello ‘stress’ di cui si parla nel titolo - per liberarsi dai cliché che lo imprigionavano e relegavano ad ambiti e utilizzi limitati.


Giuseppe Penone, Unghia e candele, 1994

La sua presenza nel mondo dell’arte contemporanea è una conquista abbastanza recente, ed essenzialmente dovuta alla sua specificità, fatta di durezza e fragilità, trasparenza e opacità.

Marya Kazoun, Self Portrait, 2003, close up


Marya Kazoun, Petrified Skins, 2007

La mostra, raccogliendo le esperienze di una serie di artisti contemporanei internazionali, si propone di individuare un percorso di studio e di critica, in grado di fornire l’opportunità di espandere i confini di questo materiale e fare del vetro di Murano un nuovo strumento espressivo.

Il fil rouge dell’esposizione è, dunque, il rapporto tra l’artista e il vetro, il confronto con le caratteristiche e i vincoli tecnici imposti dal materiale, il dialogo tra il pensiero dell’ideatore e la mano del maestro.

Jan Fabre, The future merciful heart for men and women

L’opera è il risultato del connubio tra l’idea dell’artista e il lavoro del maestro vetraio; la sintesi di saperi, conoscenze ed esperienze diverse, attraverso le quali si approda a un nuovo linguaggio espressivo.

Gli artisti presenti in questa esposizione sono entrati in contatto solo sporadicamente con il mondo del vetro ma, unitamente ad esso, utilizzano anche materiali molto diversi. Proprio per questa ragione hanno ottenuto risultati stupefacenti, di grande originalità e innovazione.


Cèsar, Compression, 1991


Quello che emerge è che l’incontro tra due realtà apparentemente lontane, l’arte contemporanea da un lato, il vetro dall’altra, ha consentito di immaginarne, idearne e costruirne una terza, un nuovo mondo, che ha liberato il vetro dalla sua identificazione in simbolo della tradizione, per donargli invece nuove prospettive e orizzonti.

Venezia, 4 giugno 2009


Mimmo Jodice, Composizione

Scheda tecnica


Mostra: Glasstress


Progetto ideato e organizzato da: Adriano Berengo

con la consulenza di: Laura Mattioli Rossi e Rosa Barovier Mentasti


Artisti: Josef Albers, Arman, Jean Arp, Barbara Bloom, Louise Bourgeois, Sergio Bovenga, Daniel Buren, Lawrence Carroll, César, Soyeon Cho, Tony Cragg, Marie Louise Ekman, Jan Fabre, Lucio Fontana, Francesco Gennari, Dan Graham, Richard Hamilton, Mona Hatoum, Hye Rim Lee, Charlotte Hodes, Mimmo Jodice, Marya Kazoun, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Raimund Kummer, Federica Marangoni, ORLAN, Jean Michel Othoniel, Luca Pancrazzi, Anne Peabody, Giuseppe Penone, Anton Pevsner, Bettina Pousttchi, Robert Rauschenberg, Man Ray, Rene Rietmeyer, Silvano Rubino, Sandro Sergi, Kiki Smith, Jana Sterbak, Lino Tagliapietra, Koen Vanmechelen, Fred Wilson, Kimiko Yoshida, Chen Zhen.


Luogo: Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli Franchetti, Campo Santo Stefano, Venezia

Scuola Grande Confraternita di San Teodoro, San Marco 4810, Venezia

Periodo: 6 giugno-22 novembre 2009

Inaugurazione: venerdì 5 giugno 2009, dalle ore 18.00

Preview riservata alla stampa: giovedì 4 giugno 2009, dalle 10.00 alle 18.00

Orari: 10.00-18.00

Ingresso: 5,00 euro

Catalogo: Edizioni Charta

Informazioni e prenotazioni: tel. 041739453 / 0415276364




Ufficio stampa


CLP Relazioni Pubbliche

tel. 02.433403 – 02.36571438 - fax 02.4813841

press@clponline.it; www.clponline.it


Comunicato stampa e immagini su www.clponline.it

Koen Vanmechelen, Egg Cord, 2007




Koen Vanmechelen, The Accident, 2005

Trasalimenti Donna __ Se ne va a 69 anni Pina Bausch la madre del teatrodanza europeo

Se ne va a 69 anni Pina Bausch
la madre del teatrodanza europeo




ROMA - E' morta all'età di 69 anni la coreagrafa tedesca Pina Bausch, geniale regista della danza, considerata la 'madre' del teatrodanza europeo. Ne dà notizia il teatro danza di Wuppertal. Cinque giorni fa le era stato diagnosticato un tumore. L'artista era amatissima anche in Italia: tra i tanti incarichi, dal 2006 aveva anche quello di direttore onorario dell'Accademia Nazionale di Danza, che ha sede a Roma.


"Non c'è un solo coreografo che non sia stato influenzato da Pina in questi ultimi trent'anni", ha detto recentemente l'eccentrico coreografo belga Alain Platel, che non è certo il solo a ribadire la genialità dell'artista tedesca. Tra i tanti riconoscimenti tributati, tra i più recenti il Leone d'Oro alla Carriera, consegnatole nel giugno del 2007, con questa motivazione: "Pina Bausch è un'artista che ha segnato una nuova via originale all'espressione scenica del corpo danzante e parlante, influenzando non soltanto la danza contemporanea, ma anche le arti ad essa contigue, mutandone gli orizzonti. La Bausch è una coreografa che ha innovato il teatro, rendendolo più che mai fisico e musicandone la drammaturgia: una regista che ha firmato montaggi sapienti di passi, suoni e testi per raccontare con la danza storie di persone, di individui, di vite, raggiungendo un pubblico tanto numeroso e vario, come la danza non aveva mai incontrato prima".


Accanto ai ricoscimenti universali, qualche contestazione, soprattutto nella parte iniziale della sua lunga carriera di coreografa: i danzatori della sua compagnia di Wuppertal, da lei diretta dal 1973, ricordavano bene gli esordi, in particolare una sera nella quale erano stati costretti a rimanere chiusi negli uffici del teatro fino a notte fonda, perché fuori il pubblico li aspettava in strada per dimostrare il proprio dissenso. Può capitare, ai grandi innovatori: "Il mio lavoro è come un unico, grande pezzo, che nasce a partire dalle domande che più ci premono: - dichiarò la Bausch in un'intervista a Repubblica - si esplora, s'interroga, si guarda all'indietro, si riprende il viaggio".




Pina Bausch era salita l'ultima volta in scena due giorni fa, testimonia la portavoce della compagnia Tanztheater di Wuppertal, Ursula Popp: "Domenica scorsa era ancora in scena con la sua compagnia, all'opera di Wuppertal". L'artista era nata nel 1940 a Solingen, in Germania. L'inizio della carriera quando era ancora adolescente, negli anni '50 a New York dove, grazie ad una borsa di studio, si iscrisse alla Juillard School of Music, perfezionandosi con grandi maestri, tra i quali Josè Limon, Paul Tylor e Atony Tudor, e lavorando successivamente, in veste di ballerina, sia con il New American Ballet che con il Metropolitan Opera.

La Bausch rientrò in Germania nel 1962, per iniziare nel 1968 a comporre le prime coreografie per il corpo di ballo della sua prima scuola, la Folkwang Hochschule, del quale l'anno successivo divenne la direttrice. Nel 1973 la svolta, quando venne chiamata a Wuppertal, cittadina al centro della zona più industrializzata della Germania, certo d'importanza secondaria rispetto a grandi capitali come Parigi o Londra, ma alla quale è rimasta saldamente ancorata fino alle sue ultime ore di vita.

E' soprattutto a Wuppertal che nascono le sue rivoluzionarie creazioni: "Attraverso spettacoli come Café Muller, Kontakthof, Arien, La leggenda delle castità, Walzer, Nelken - scrive Leonetta Bentivoglio, autrice di una recente biografia sulla grande coreografa - emerge uno dei più potenti autoritratti dell'umanità di fine secolo. E dentro preme il senso della storia. Quando debutta Palermo Palermo, montato per il capoluogo siciliano nell'89, un muro di mattoni chiude l'intera scena, che crolla a vista a inizio di spettacoli. Solo pochi mesi dopo cadrà il Muro di Berlino".

Solidissimo il rapporto con l'Italia, e tanti gli spettacoli ispirati al nostro Paese, direttamente o indirettamente. Come quando nel 1998 venne a Roma a visitare il campo nomadi di vicolo Savini, e poi quello di Spinaceto, dove pranzò con una famiglia di rom: le era stato commissionato uno spettacolo sulla capitale, in occasione del Giubileo dell'anno 2000, e lei creò O Dido, affrontando la città eterna da un punto di vista ben diverso da quello celebrativo, quello delle comunità di emarginati, che si contrappongono alle strade, ai ristoranti e ai monumenti frequentati dai turisti: la periferia e le testimonianze della storia, in fondo non così tremendamente lontane.

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In tempi molto più recenti Pina Bausch ha tenuto a battesimo La Compagnia, un ensemble stabile dedicato alla danza contemporanea e costituito in seno all'Accademia Nazionale di Danza, che ha debuttato il 27 giugno alla Biennale di Venezia con lo spettacolo Incipit (nell'ambito del quale c'era anche un brano tratto dal repertorio del Wuppertal Tanztheater).

Tra i tantissimi fan di Pina Baush anche il regista spagnolo Pedro Almodovar, che montò alcune sequenze di due suoi spettacoli, Masurca Fogo e soprattutto Café Mueller nel film Parla con lei. Lo spettacolo fa piangere il protagonista, il giornalista Marco, e le sue lacrime sono l'inizio dell'amicizia con Benigno, un infermiere che si occupa di malati in coma.

Anche Federico Fellini nel 1982 aveva voluto Pina Bausch, nei panni di una principessa non vedente, nel suo film "E la nave va". E la stessa coreografa aveva diretto un suo film nel 1990, dal titolo "Il lamento dell'imperatrice".

Chi l'ha amata potrà vedere al Festival di Spoleto in anteprima mondiale la sua ultima creazione, Bamboo Blues, al Teatro Nuovo dal 4 al 6 luglio, ispirato a un viaggio in India. "Pina Bausch era la coreografa di questo spettacolo - spiega il direttore artistico del Festival, Giorgio Ferrara - che andrà regolarmente in scena purtroppo senza la sua presenza ai ringraziamenti e in sala, ma sarà un omaggio a lei come se fosse viva. Credo sia quello che lei si aspetterebbe".


DA REPUBBLICA.IT